Edizioni del Mirto

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05 Novembre 2005

Il sito di Pietra Tara a Barcarello, Palermo. Indagini preliminari

Il tratto costiero che dal Seno della Vaccarella (Barcarello) conduce alla Puntazza, (il Malopasso) è segnato da una debole spianata marina, impostatasi sui depositi ciottolosi dell’Eutirreniano (125 mila anni B.P.) e lambito dalla linea dell’alta e bassa marea attuale.

Nei pressi della Puntazza, entro una vasta area, tra quota mt. 0,50 e mt. 120, per una superficie di circa 5 ettari, si svolgono centinaia di metri di singolari muri che racchiudono spazi organizzati.

L’analisi della loro rappresentazione architettonica e costruttiva, unitamente ai monoliti dai quali si diparte la costruzione degli spazi racchiusi, ha permesso una ipotesi ricognitiva, rappresentabile in un sito arcaico, la cui analisi di scavo archeologico potrà determinare la storia.

Tuttavia nonostante la vastità dell’insediamento e la sua complessa articolazione, in via preliminare e solo deduttiva è stato possibile formulare alcune indicazioni, difatti al momento la osservazione di campagna, ha individuato alcuni fattori sui quali si basa la struttura architettonica dello stesso, essi sono rappresentati da:

- giganteschi monoliti- carbonatici, posizionati con tecnica nel luogo in cui si trovano;
- muri a secco- a doppio paramento rinzeppati all’interno da
pietrame minuto, variabili da mt.1,20 a mt. 2,00;
- torrioni pieni- 1 strutture strettamente dipendenti ai muri e agli ambienti che
racchiudono; 2 strutture assimilabili in prima analisi a tumuli o bazzine nei quali no è visibile alcuna apertura;

- grotticelle- (cavità artificiali) ricavate da:
1- interazione costruttiva tra i grossi massi e i muri;
2- rozzi ortostati e lastra di copertura soprastante;
3- massi che presentano cavità artificiali alla base;

- ambienti circolari- ovali; misti: ovali e quadrangolari, di dimensioni da 2-3 metri quadrati a 30 metri quadrati circa, isolati ma il più delle volte a gruppi, rappresentabili in unità organiche, formati da mura a doppio paramento la cui larghezza varia da mt. 1,20 a mt. 2.00, mentre l’altezza dei muri varia da cm.0,50 a mt.1,80 circa, presentando diverse tipologie di costruzione;

- articolazione nella costruzione-
la architettura dei muri interni agli ambienti, a volte è rappresentabile in una pseudo-spirale avvicinabile alla costruzione di muri a piano inclinato, e segue l’andamento dell’ambiente che racchiudono;

- lunghi corridoi- interni e paralleli ad ambienti oblunghi chiusi da setti murari trasversali;
- muraglione a taglio del terrazzo continentale, che chiude dal mare l’intero sito.

Il sito si sviluppa entro una debole spianata artificiale parallelo alla linea di costa fossile, che parte da quota cm. 0,70 e arriva a quota mt. 50 circa, (frana della Mezzaluna). La sua articolazione architettonica è compresa in una prima parte, la più visibile, da quota mt. 6 a quota mt,55 circa, mentre una seconda articolazione si ha da quota mt.55 fin quasi sotto la falesia del Monte. Nella prima zona si ha una caratterizzazione di blocchi o zone topograficamente omogenee, separate da setti murari perpendicolari alla linea di costa che definiscono ambiti territoriali articolati e diversi.

Nella parte alta, la vegetazione è fitta con alberi di alto fusto (carrubi e ilici) pertanto risulta improprio seguire l’andamento dei rilevati, tuttavia si riscontrano gli stessi elementi tipologici che caratterizzano in toto l’area del sito.

Per una comprensione nella descrizione della zona di costa, (parte inferiore) si indicano sette zone:

I) Approdo
II) Monolite del Corridoio
III) Pietra Tara
IV) Monolite del Baluardo
V) Monolite Ciaccato
VI) Pietra Tara II
VII) Mezzaluna

Esse sono facilmente individuabili perchè delimitati da cinque setti murari trasversali, e nonostante i setti possano apparire quale condizione primaria di definizione di una zona o porzione di territorio circoscritto, in verità tale caratteristica viene data dal monolite o masso gigante posto nelle immediate vicinanze o entro questa.

Di fatto, è il monolite l’elemento generante attorno al quale si definiscono gli ambienti interni ai setti murari.
E’ il monolite che determina l’importanza dell’ambito territoriale.

Zona II
Il Monolite del Corridoio
E’ questa una zona di difficile lettura territoriale, perchè appare disarticola e caotica. E’ caratterizzata da un gran utilizzo di monoliti minori, frammisti a possenti muraglioni semi-circolari, sistemati in modo organico e rappresentabili topograficamente, (nel senso di una primitiva distribuzione urbanistica).

In essa è possibile seguire diverse porzioni strutturali:

- nella prima, prossima al piccolo approdo, si ha una sua chiusura ad opera di blocchi di calcare;
- la seconda, a partire dall’approdo e per tutto il taglio del terrazzo continentale è visibile uno spesso muraglione, da mt. 1,60 a mt. 1,30 circa, alto mt. 1.20, nell’interno di questo, si ha una prima ripartizione della superficie spianata, con i monoliti e i muraglioni definibili in ambienti chiusi a strutturapseudo circolare, a quota più interna (parte centrale) la ripartizione degli ambienti ha andamento poligono-triangolare.

Questa zona presenta la caratteristica di un lungo corridoio che si stringe in una sorta di stretto passaggio in corrispondenza del monolite denominato del Corridoio, per il probabile accesso alla zona successiva di Pietra Tara.

Caratteristica primaria delle tre porzioni territoriali, di costa, centrale e alta è l’immancabile masso minore, posto entro o sopra i muri con la grotticella, i fori e i possenti torrioni.

Zona III
Pietra Tara
La terza zona, è compresa tra due muraglioni, setti ortogonali al mare, ed è rappresentata dal grande megalite di Pietra Tara visibile sin dalle coste di Isola delle Femmine.

Pietra Tara è l’archetipo del sito.

Intorno a questa terza zona ruota, probabilmente, la filosofia culturale del luogo. Il monolite gigante, è posto nella parte centrale a taglio con il terrazzo. Anche in questa zona è possibile individuare porzioni topografiche differenti:
- quella che dal setto di confine tra la prima zona del Corridoio e Pietra Tara, attraverso corridoi-ambienti conduce al monolite;
- quella intorno a monolite che dalla parte del muraglione contiene la grotticella trilite (dolmenica) e il lettuccio di deposizione;
- quella che dal lato della falesia del Monte, forma il gradone sotto il gigantesco masso;
- una parte a quota maggiore, rappresentabile da grandi ambienti circolari, con il torrione, il masso minore e le muraglie.


Nella parte più alta, in continuità si ha la zona denominata Sopra Tara, con elementi ugualmente rappresentabili, seppur lievemente diversi nella articolazione costruttiva.

Zona IV
Monolite del Baluardo
A partire dal setto murario ortogonale che chiude la zona di Pietra Tara e fino alla frana della Mezzaluna, quindi la metà in lunghezza del sito, si ha una rappresentazione topografica dei rilevati murari chiara, e articolatissima.

Al suo interno si possono indicare quattro porzioni distinte, di cui due setti murari ortogonali, ma tutto l’areale appare quale unico contesto omogeneo, perchè le quattro zone appaiono in continuità fra loro.

La zona del Monolite del Baluardo è la porzione in cui i rilevati appaiono ancora integri, in cui il tessuto del costruito è seguibile in tutto il suo andamento complesso, articolato in grandi ambienti i cui possenti muraglioni, realizzati su dolci quote, presentano spettacolari torrioni semi circolari ed unico finora rilevato a Baluardo, tutto integro nel suo perimetro e negli ambienti che lo circondano.

E’ presente una grotticelle realizzata nell’intersezione di un angolo, posto sotto un torrione.

Zona V
Monolite Ciaccato
Posto al lato l’ambiente del Baluardo, genera alle sue spalle altri ambienti con torrioni, che inglobano monoliti minori e grotticelle, entro un vasto areale suscettibile di una misura avvicinabile al mezzo ettaro di superficie costruita.

Zona VI
Pietra Tara II
Tara II è per dimensioni, il secondo monolite gigante del sito, si trova sul bordo del terrazzo continentale, stessa posizione ma leggermente più alto quota mt. 26, di Pietra Tara, non distante e in continuità visiva fra loro.

Il monolite, ha forma pseudo triangolare, la cui bisettrice forma un angolo retto con la base poggiata sul terreno. Orientato con un lato verso il mare, appare stabilizzato da due o tre blocchi calcarei sottostanti.

Esso è generatore di un ambiente quadrangolare, le cui caratteristiche costruttive sono facilmente seguibili nella loro articolazione.

Il suo accesso è orientato con provenienza Pietra Tara, lungo uno stretto sentiero sul bordo del terrazzo entro il muraglione.

Nei pressi si rileva un monolite minore, sul quale si imposta un torrione, ancora assolutamente integro. Al torrione segue, per un lato del monolite, il muro che contiene l’ingresso all’ambiente, mentre dal lato di destra per chi entra nel vano da un piccolo rialzo si ha, inglobato nel muro, il monolite antropomorfo, con grotticella alla base.

Seguono in continuità i muri con il verso pseudo spirale.

Un alto muro contrapposto al monolite di Tara II segna, probabilmente e la continuità di un vano superiore e il sostegno delle coperture del vano stesso.

In continuità a questo altri vani laterali, sinistra e destra in raddoppio al vano centrale con relativi torrioni e i monoliti minori associati alle grotticelle.


Il monolite antropomorfo di Tara II
Di tutti i monoliti minori fino ad ora trovati, quello di Tara II, ha eccezionalità che vanno in primis descritte.

Il masso è stato elaborato, tanto da essere facilmente seguito nella sua rappresentazione scultorea. Alto oltre mt. 2 largo mt. 1.50 circa, con una profondità pari alla larghezza, è in calcare compatto, non alterato da alcuna fessurazioni.

La morfologica del blocco ha caratteristiche nette:
- una parte alta a punta (di testa);
- una parte mediana con un inciso un piccolo gradino (altare o seno) sul quale era possibile poggiare in verticale, un oggetto perchè sorretto alle spalle dalla parete, dallo stesso gradino si ha un solco di scorrimento di liquido, che scivola sulla superficie del masso e può essere raccolto. Per chi guarda il gradino vi è una seconda punta (o testa), a protezione, forse dell’incavo stesso.

La piccola punta prosegue verso il basso con uno spigolo che poggia sulle tre pietre a mo di sostegno-pilastro del piccolo monolite;
- i lati sono stretti dai muri (fianchi);
- in basso, la grotticella presenta i segni di scavo che hanno modellato la cavità interna, con il tetto interno a punta ed ad ali spioventi.

La base del blocco è a contatto con il terreno tramite il continuo dei muri. Sul terreno, sotto la grotticella sono visibili i segni delle effrazioni alla piccola cavità, i massi a chiusura sono divelti, tuttavia è stato possibile individuare il masso più grosso che chiudeva la cavità, esso è speculare nella forma alla piccola apertura, presentando un adattamento curvilineo al tetto.
Sullo stesso sono presenti gli immancabili fori, in questo caso, quattro disposti a semicerchio

Zona VII
La Mezzaluna
La porzione denominata Mezzaluna si diparte poco prima dalla cresta di frana della Mezzaluna, è luogo impervio, caratterizzato da forte pendenza e franosità massima del pendio detritico, inoltre il luogo è soggetto alle continue frane da crollo dei blocchi calcarei delle pareti a picco sul mare.

Qui gli ambienti, sono stati realizzati in continuità come di terrazzamenti, ove il terreno si dispiega a quote più basse e meno scosceso, si assiste alla realizzazione di ambienti semi circolari isolati, ovali da un lato ed associati al masso, aperti dal lato opposto.

La costruzione degli ambienti appare rozza, con i grossi blocchi calcarei senza definizione di paramenti esterni ben definiti, appare chiaro l’adattamento dei muri ai blocchi rocciosi delle frane.

Le grotticelle sono ricavate dalla intersezione dei massi e il terreno, in una sorta di adattamento naturale all’esistente, senza che avvenga la elaborazione architettonica del torrione o del masso-muro.

La vegetazione, a piccole macchie di ilici è più fitta e maschera abbondantemente quasi tutti gli ambienti.






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